Portale Trasparenza Comune di Gavardo - ACCORPAMENTO AL DEMANIO COMUNALE DI RESIDUATI STRADALI INTESTATI A PRIVATI

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

ACCORPAMENTO AL DEMANIO COMUNALE DI RESIDUATI STRADALI INTESTATI A PRIVATI

Responsabile di procedimento: Bertoldi Orazio
Responsabile di provvedimento: Della Fonte Marco
Responsabile sostitutivo: Lo Parco Annalisa

Descrizione

La legge 23 dicembre 1998, n. 448 all' art. 31, commi 21 e 22, recita:

“21. In sede di revisione catastale, è data facoltà agli enti locali, con proprio provvedimento, di disporre l'accorpamento al demanio stradale delle porzioni di terreno utilizzate ad uso pubblico, ininterrottamente da oltre venti anni, previa acquisizione del consenso da parte degli attuali proprietari.

22. La registrazione e la trascrizione del provvedimento di cui al comma 21 avvengono a titolo gratuito.”

La norma pone, quale unica condizione per procedere, che i soggetti, che risultano formalmente proprietari del bene, esprimano il loro consenso alla cessione.

Il procedimento per accorpare detti immobili è semplice ed è svolto interamente dagli uffici del comune.

Si sviluppa in tre fasi:

  • acquisizione del consenso da parte degli intestatari dei beni;
  • assunzione dell’atto amministrativo d’accorpamento (determinazione);
  • trascrizione della determinazione.

La procedura è interamente gratuita. Non sono dovute imposta di registro, ipotecaria e catastale, nonché altri diritti e tasse correlati, per espressa previsione del comma 22 dell’art. 31 della legge 448/1998.

Chi contattare

Personale da contattare: Bertoldi Orazio

Termine di conclusione

Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
6 mesi

Costi per l'utenza

Per il presente procedimento non sono previsti costi

Riferimenti normativi

Strumenti di tutela amministrativa

La prima possibilità di reagire data al cittadino che si ritenga leso da un provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione è il ricorso in opposizione, previsto dall’art. 7 del D.P.R. 1199/1971. Esso consiste in un reclamo che il cittadino può avanzare alla stessa autorità che ha emanato l’atto, motivando ed illustrando le proprie ragioni e chiedendo che tale atto ritenuto illegittimo venga annullato. Il termine per la sua proposizione è quello generale di 30 giorni dalla sua notifica o emanazione dell’atto impugnato, ma la legge può prevedere, nei singoli casi, termini diversi.

Se un atto amministrativo, non definitivo, in qualsiasi modo viziato ha leso un interesse di un cittadino e se l’autorità che ha adottato quel provvedimento ha un superiore gerarchico, il cittadino (a meno che la legge espressamente escluda il ricorso) può, entro 30 giorni dalla notificazione dell’atto o da quando ne ha avuto piena conoscenza, proporre ricorso all’autorità che, nella scala gerarchica, è immediatamente superiore a quella che ha adottato il provvedimento.

 

Strumenti di tutela giurisdizionale

Contro un provvedimento della pubblica amministrazione, ritenuto illegittimo, è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) competente per territorio.

Il ricorso deve essere notificato sia all’organo che ha emesso l’atto impugnato sia agli eventuali controinteressati entro sessanta giorni da quello in cui l’interessato ha ricevuto la notifica del provvedimento o ne abbia avuto, comunque piena conoscenza, ovvero dal giorno in cui sia scaduto il termine dell’eventuale pubblicazione all’albo. (ex Legge 1034/1971 – D.Lgs. 104/2010).

Inoltre, quando un provvedimento è definitivo, Il D.P.R. 1199/1971 prevede che lo stesso possa essere impugnato, solo per motivi di legittimità e da parte di chi vi abbia interesse, mediante Ricorso straordinario al Capo dello Stato. In questo caso il termine per la notificazione del ricorso è di 120 giorni.

Servizio online

Tempi previsti per attivazione servizio online: 1 anno
Contenuto inserito il 23-09-2015 aggiornato al 17-06-2020
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