Portale Trasparenza Comune di Gavardo - CONSULTAZIONE ARCHIVIO STORICO

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

CONSULTAZIONE ARCHIVIO STORICO

Responsabile di procedimento: Andreoli Licia
Responsabile di provvedimento: Quinzani Luca
Responsabile sostitutivo: Lo Parco Annalisa

Descrizione

Archivio - Definizione

Per archivio si intende il complesso dei documenti prodotti o comunque acquisiti dall'Ente durante lo svolgimento della propria attività.

Il materiale d'archivio viene distinto in:

Archivio corrente

Complesso di documenti conservati presso gli uffici usati prevalentemente per finalità pratico-amministrative, per il disbrigo degli affari in corso.

Archivio di deposito

Complesso di documenti relativi ad affari esauriti, non più occorrenti alla trattazione degli affari in corso ma non ancora destinato istituzionalmente alla conservazione permanente e alla consultazione da parte del pubblico.

Archivio storico

Complesso di documenti relativi ad affari esauriti, destinati alla conservazione permanente e alla consultazione da parte del pubblico per finalità di studio o non di studio (privati, amministrativi e legali).

Consultazione archivio storico

Ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004, con particolare riferimento agli articoli 122 e 123, l'accesso alla documentazione dell'archivio storico di un ente pubblico per finalità di lettura, studio e ricerca, è consentito liberamente e gratuitamente a tutti i cittadini.

L'autorizzazione alla consultazione dei documenti dell'archivio storico è rilasciata e registrata dal medesimo ente pubblico che conserva l'archivio, in applicazione della normativa vigente concernente l'accesso a documenti e dati detenuti dalle pubbliche amministrazioni.

I dati personali presenti negli archivi di enti e organizzazione sono sottoposti alla normativa vigente, in particolare il Regolamento UE 2016/679.

Ai sensi dei citati articoli 122 e 123 del D.Lgs. n. 42/2004, e successive modifiche, i documenti sono liberamente consultabili, salvo le seguenti eccezioni:

i documenti dichiarati di carattere riservato, su disposizione del Ministero dell'Interno, relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data;

i documenti contenenti dati sensibili nonché dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.

Il Ministero dell'Interno, previo parere della competente Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, può autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini previsti dall'articolo 122, comma 1, del D.Lgs. n. 42/2004.

 

 

 

 

 

 

Chi contattare

Personale da contattare: Andreoli Licia

Termine di conclusione

Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
90 giorni

Costi per l'utenza

Ai sensi dell'articolo 108 del D.Lgs. n. 42/2004 "Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall'amministrazione concedente". La riproduzione fotografica (da effettuare senza flash per i documenti deteriorati) è consentita, anche con mezzi propri o tramite fotografi incaricati dall'utente, ad eccezione della documentazione sottoposta a restrizioni nella consultazione. 

Tariffe rimborso spese per il rilascio di copie - CLICCA QUI

Modalità generali di pagamento

 

Modulistica per il procedimento

Regolamenti per il procedimento

Riferimenti normativi

Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (Titolo III)

Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Sezione Quinta - Disposizioni sugli archivi)

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Capo III)

Strumenti di tutela amministrativa


La prima possibilità di reagire data al cittadino che si ritenga leso da un provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione è il ricorso in opposizione, previsto dall’art. 7 del D.P.R. 1199/1971. Esso consiste in un reclamo che il cittadino può avanzare alla stessa autorità che ha emanato l’atto, motivando ed illustrando le proprie ragioni e chiedendo che tale atto ritenuto illegittimo venga annullato. Il termine per la sua proposizione è quello generale di 30 giorni dalla sua notifica o emanazione dell’atto impugnato, ma la legge può prevedere, nei singoli casi, termini diversi.
 

Se un atto amministrativo, non definitivo, in qualsiasi modo viziato ha leso un interesse di un cittadino e se l’autorità che ha adottato quel provvedimento ha un superiore gerarchico, il cittadino (a meno che la legge espressamente escluda il ricorso) può, entro 30 giorni dalla notificazione dell’atto o da quando ne ha avuto piena conoscenza, proporre ricorso all’autorità che, nella scala gerarchica, è immediatamente superiore a quella che ha adottato il provvedimento.
 

Strumenti di tutela giurisdizionale
 

Contro un provvedimento della pubblica amministrazione, ritenuto illegittimo, è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) competente per territorio.
 

Il ricorso deve essere notificato sia all’organo che ha emesso l’atto impugnato sia agli eventuali controinteressati entro sessanta giorni da quello in cui l’interessato ha ricevuto la notifica del provvedimento o ne abbia avuto, comunque piena conoscenza, ovvero dal giorno in cui sia scaduto il termine dell’eventuale pubblicazione all’albo. (ex Legge 1034/1971 – D.Lgs. 104/2010).
 

Inoltre, quando un provvedimento è definitivo, Il D.P.R. 1199/1971 prevede che lo stesso possa essere impugnato, solo per motivi di legittimità e da parte di chi vi abbia interesse, mediante Ricorso straordinario al Capo dello Stato. In questo caso il termine per la notificazione del ricorso è di 120 giorni.

 

Servizio online

Tempi previsti per attivazione servizio online: 1 anno
Contenuto inserito il 03-04-2014 aggiornato al 07-09-2020
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