Portale Trasparenza Comune di Gavardo - RILASCIO CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI DEMANIALI RETICOLO IDRICO MINORE

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

RILASCIO CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI DEMANIALI RETICOLO IDRICO MINORE

Responsabile di procedimento: Della Fonte Marco
Responsabile di provvedimento: Della Fonte Marco
Responsabile sostitutivo: Lo Parco Annalisa

Descrizione

Regione Lombardia, in applicazione dell’art. 3 del D.Lgs 112/1998, con L.R. 1/2000 ha stabilito, previa identificazione dei reticoli, di esercitare le competenze in materia di polizia idraulica sul Reticolo Idrico Principale, delegando ai comuni la competenza sul Reticolo Idrico Minore

Concessione demaniale: è l'atto necessario per poter utilizzare un bene del demanio idrico e/o le sue pertinenze. Ai sensi del R.D. 523/1904 e del R.R. 3/2010 interessa quei soggetti, pubblici o privati, che intendono occupare aree demaniali.

- Concessione con occupazione fisica di area demaniale: quando gli interventi o l'uso ricadono all'interno dell'area demaniale, interessando fisicamente il perimetro dell'alveo o la superficie degli argini o delle alzaie. È soggetta al pagamento del canone demaniale raddoppiato secondo le modalità indicate nell’allegato F della DGR n. 698 del 24 ottobre 2018.

- Concessione senza occupazione fisica di area demaniale: quando gli interventi o l'uso non interferiscono direttamente con il perimetro dell'alveo o la superficie degli argini o delle alzaie, ma intercettano le proiezioni in verticale dell'area demaniale (ad es. attraversamenti in sub-alveo o aerei). È soggetta al pagamento del canone demaniale.

Nulla-osta idraulico: è il provvedimento che consente di eseguire opere nella fascia di rispetto di 10,00 m. (se non ridelimitati ai sensi dell’art. 96 c. f) del R.D. n. 523/1904) dall'estremità dell'alveo inciso o, in caso di corsi d'acqua arginati, dal piede esterno dell'argine. Il nulla-osta idraulico viene, inoltre, rilasciato per la formazione di difese radenti che non modifichino la geometria del corso d'acqua e non riducano in alcun modo la sezione di deflusso dell'alveo e per tutti quegli interventi o usi occasionali che interessano l'area demaniale, ma non generano interferenze significative con la stessa (es. manifestazioni culturali e/o sportive, singoli interventi di taglio piante e sfalcio erba, ecc.). Non è soggetto al pagamento del canone demaniale.

Autorizzazione provvisoria: è il provvedimento che viene rilasciato nei soli casi d’urgenza per la realizzazione di opere/interventi di rilevanza pubblica. Entro 60 giorni dall’avvio dell’attività dovrà essere comunque chiesta regolare concessione idraulica. Parere di compatibilità idraulica: valutazione di ordine tecnico che l'Autorità Idraulica esprime su una proposta progettuale di intervento che interessa l’area del demanio idrico fluviale e/o la fascia di rispetto di un corso d’acqua. Il parere non dà alcun titolo ad eseguire opere in quanto costituisce unicamente una valutazione tecnica endoprocedimentale indispensabile al rilascio dei un’eventuale concessione/autorizzazione.

 

Obblighi del concessionario

L'uso dell'area demaniale non può essere diverso da quello previsto in concessione, così come risultante nel progetto allegato all'istanza; eventuali variazioni devono essere autorizzate dal Concedente. La realizzazione di opere strutturali nell'area demaniale oggetto di concessione è subordinata al possesso, da parte del Concessionario, di ogni atto autorizzativo previsto dalle normative vigenti in materia urbanistica e ambientale.

Il Concessionario deve mantenere costantemente in buono stato l'area e le opere; deve eseguire a sua cura e spese tutte le riparazioni e/o modifiche delle opere che il Concedente ritiene di ordinare ai fini del buon regime delle acque. Poiché la concessione viene rilasciata salvo pregiudizio dei diritti dei terzi, il Concessionario deve tenere sollevata ed indenne il Concedente da qualsiasi molestia che potesse derivare in conseguenza della stessa concessione e del suo esercizio.

 

Il Concessionario è tenuto a corrispondere al Concedente un canone annuo (eventualmente raddoppiato in caso di occupazione demaniale), quantificato nella misura e con le modalità stabilite dai provvedimenti regionali.

Il canone:

- è dovuto per anno solare e versato anticipatamente entro il 30 giugno dell’anno di riferimento; per le concessioni rilasciate o in scadenza in corso d’anno, il canone è dovuto in ragione di ratei mensili pari a un dodicesimo per ciascun mese di validità del provvedimento concessorio.  Qualora l'importo, così determinato, risultasse inferiore ai canoni minimi, quest'ultimi dovranno essere corrisposti per intero. Ai fini di cui sopra, la frazione di mese deve intendersi per intera;

- è assoggettato a revisione annuale in proporzione diretta alla media dei valori dell’EURO calcolati distintamente dall’Istituto Centrale di Statistica per il costo della vita e per i prezzi all’ingrosso (D.L. 2 ottobre 1981, n. 546, convertito con modificazioni nella legge 1 dicembre 1981, n. 692);

- è automaticamente adeguato a seguito dell’emanazione di leggi o provvedimenti successivi al provvedimento di concessione.

 

Principali norme di riferimento

R.D. 25 luglio 1904, n. 523 “Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie", come modificato dalla legge 13 luglio 1911, n. 774 e dal R.D. 19 novembre 1921, n. 1688;

l’art. 86 del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” che dispone che alla gestione dei beni del demanio idrico provvedano le regioni e gli enti locali competenti per territorio e l’art. 89 che conferisce alle regioni e agli enti locali le funzioni relative ai compiti di polizia idraulica e alle concessioni di pertinenze idrauliche e di aree fluviali;

L.R. 5 gennaio 2000, n. 1 “Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 112”;

L.R. 14 luglio 2003, n. 10 “Riordino delle disposizioni legislative regionali in materia tributaria – Testo unico della disciplina dei tributi regionali” e s.m.i.;

l’art. 6 della L.R. 29 giugno 2009, n. 10 “Disposizioni in materia di ambiente e servizi di interesse economico generale - Collegato ordinamentale” e s.m.i.;

L.R. 15 marzo 2016, n. 4 "Revisione della normativa regionale in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e di gestione dei corsi d'acqua";

D.G.R. n. 7581 del 18 dicembre 2017 AGGIORNAMENTO DELLA D.G.R. 23 OTTOBRE 2015 N. X/4229 E SS.MM.II. “RIORDINO DEI RETICOLI IDRICI DI REGIONE LOMBARDIA E REVISIONE DEI CANONI DI POLIZIA IDRAULICA” E DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI RIDUZIONE DEI CANONI DI POLIZIA IDRAULICA (ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 15 MARZO 2016, N. 4, ART. 13, COMMA 4);

D.G.R. n. 698 del 24 ottobre 2018 AGGIORNAMENTO DELLA D.G.R. 18 DICEMBRE 2017 n. X/7581 IN MERITO AI CANONI REGIONALI DI CONCESSIONE DI POLIZIA IDRAULICA PER L’ANNO 2019 IN APPLICAZIONE DELL’ART. 6 DELLA L.R. 29 GIUGNO 2009 n. 10 (Allegato F) ED ALLE LINEE GUIDA DI POLIZIA IDRAULICA (Allegato E).

Chi contattare

Personale da contattare: Della Fonte Marco

Termine di conclusione

Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
90 giorni

Costi per l'utenza

Per il presente procedimento non sono previsti costi

Regolamenti per il procedimento

Riferimenti normativi

Strumenti di tutela amministrativa

La prima possibilità di reagire data al cittadino che si ritenga leso da un provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione è il ricorso in opposizione, previsto dall’art. 7 del D.P.R. 1199/1971. Esso consiste in un reclamo che il cittadino può avanzare alla stessa autorità che ha emanato l’atto, motivando ed illustrando le proprie ragioni e chiedendo che tale atto ritenuto illegittimo venga annullato. Il termine per la sua proposizione è quello generale di 30 giorni dalla sua notifica o emanazione dell’atto impugnato, ma la legge può prevedere, nei singoli casi, termini diversi.

Se un atto amministrativo, non definitivo, in qualsiasi modo viziato ha leso un interesse di un cittadino e se l’autorità che ha adottato quel provvedimento ha un superiore gerarchico, il cittadino (a meno che la legge espressamente escluda il ricorso) può, entro 30 giorni dalla notificazione dell’atto o da quando ne ha avuto piena conoscenza, proporre ricorso all’autorità che, nella scala gerarchica, è immediatamente superiore a quella che ha adottato il provvedimento.

 

Strumenti di tutela giurisdizionale

Contro un provvedimento della pubblica amministrazione, ritenuto illegittimo, è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) competente per territorio.

Il ricorso deve essere notificato sia all’organo che ha emesso l’atto impugnato sia agli eventuali controinteressati entro sessanta giorni da quello in cui l’interessato ha ricevuto la notifica del provvedimento o ne abbia avuto, comunque piena conoscenza, ovvero dal giorno in cui sia scaduto il termine dell’eventuale pubblicazione all’albo. (ex Legge 1034/1971 – D.Lgs. 104/2010).

Inoltre, quando un provvedimento è definitivo, Il D.P.R. 1199/1971 prevede che lo stesso possa essere impugnato, solo per motivi di legittimità e da parte di chi vi abbia interesse, mediante Ricorso straordinario al Capo dello Stato. In questo caso il termine per la notificazione del ricorso è di 120 giorni.

Servizio online

Tempi previsti per attivazione servizio online: 1 anno
Contenuto inserito il 09-06-2020 aggiornato al 17-06-2020
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